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CALCESTRUZZI SPA, IERI A ROMA L’ACCORDO DI PROROGA DELLA CASSA STRAORDINARIA PER CRISI

L'ammortizzatore sociale garantito per un numero massimo di 335 lavoratori dei 618 attualmente in forza in tutto il territorio nazionale.

La proroga della Cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale ormai è certa, dunque alla Calcestruzzi spa l'ammortizzazione sociale sarà garantita per un numero massimo di 335 lavoratori dei 618 attualmente in forza su tutto il territorio nazionale. La firma dell'intesa fra sindacati e direzione aziendale è arrivata ieri al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Cassa partirà dal 1° aprile 2013 e sarà attiva fino al 31 gennaio 2014. Ad oggi e fino al 31 marzo, invece, è in corso un periodo di CIGS per ristrutturazione aziendale che coinvolge 205 lavoratori.
Ricordiamo che all'inizio dello scorso anno in Calcestruzzi era stato avviato un piano di ristrutturazione che coinvolge a livello nazionale 205 persone in "eccedenza" su un organico totale che allora era di 673 persone mentre oggi è di 618. Nella provincia di Bergamo sono interessati al piano di Calcestruzzi 41 lavoratori sui 61 attualmente in forza.
Questi numeri si aggiungono a quelli di un altro piano di ristrutturazione avviato in autunno in Italcementi: qui sono coinvolti 669 lavoratori sui 2.400 in organico a livello nazionale più i 35 in CTG sui circa 300 in organico in questa terza realtà.
"In questo periodo di Cassa la procedura ha coinvolto in media 80 persone al mese con picchi di 130. Nello stesso periodo sono stati ricollocati 57 lavoratori" hanno spiegato oggi Luciana Fratus della FILLEA-CGIL e Umberto Giudici della FILCA-CISL di Bergamo, entrambi presenti ieri a Roma. "L'azienda, in relazione al peggioramento dell'andamento del mercato e alla caduta dei volumi commercializzati di calcestruzzi e inerti, si è vista costretta a interrompere prima il piano di ristrutturazione e procedere ad un drastico ridimensionamento dei costi che passa attraverso la chiusura di impianti di betonaggio, il superamento del centro direzionale di Pomezia con la concentrazione delle attività amministrative solo ad Arese, Bergamo e Bari. L'obiettivo dell'accordo è quello di utilizzare tutti gli strumenti più idonei al fine di contenere l'impatto sociale che il piano di ristrutturazione ha sui lavoratori".
Si prevedono, dunque, l'anticipazione dell'integrazione salariale, la rotazione dei lavoratori con il criterio della fungibilità professionale e i trasferimenti interni al gruppo oltre a percorsi di formazione e riqualificazione specifici che permettano una ricollocazione dei lavoratori.
"Questo accordo" continuano i due sindacalisti, "deve segnare anche una nuova modalità di gestione della Cassa che non ripeta gli errori da noi denunciati nella gestione dell'attuale ammortizzazione sociale che ha registrato una difficile rotazione tra i lavoratori, con un impatto drammatico sul reddito di alcuni. L'accordo siglato ieri è simile a quello in vigore nelle altre realtà del Gruppo in termini di protezione sociale. C'è, tuttavia, un'aggiunta rilevante, quella in cui si sancisce che l'azienda, entro il primo trimestre, effettuerà una verifica con le organizzazioni sindacali circa l'andamento della Cassa per valutare l'impatto sul reddito dei lavoratori e provvedere all'integrazione salariale. Com'era ovvio, questo è stato il punto più discusso. L'azienda si è comunque impegnata a fornire le relative risposte in merito".
In occasione del primo incontro trimestrale i sindacati si aspettano che si proceda anche ad una verifica congiunta circa gli effetti della rotazione sul salario per individuare misure correttive nell'integrazione salariale.

Bergamo, mercoledì 27 marzo 2013