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DECRETO SVILUPPO E PIANO DELLE CITTÀ: BERGAMO, L’ESCLUSA Dopo l’intervento della scorsa estate, torna sul tema Chiari della FILLEA-CGIL (edili)

Alla fine del giugno 2012, all'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto Sviluppo (che conteneva anche il Piano delle città), Angelo Chiari, segretario generale provinciale della FILLEA-CGIL, si interrogava sul fatto che Bergamo non comparisse nella lista delle città candidate a ricevere i finanziamento del Governo. Il segretario FILLEA si chiedeva: "Dunque il nostro territorio sta a guardare?".
Oggi, dopo aver appreso dagli organi di stampa locali che il Governo non finanzierà i sette progetti presentati l'autunno scorso dal Comune di Bergamo, Chiari torna sulla questione: "Si tratta di progetti che potevano essere cofinanziati dallo Stato per il 40% attraverso il 'Piano città' contenuto nel Decreto sviluppo. Sette progetti affascinanti in luoghi evocativi della memoria bergamasca che da troppi anni aspettano un doveroso recupero e la restituzione alla città. Il piano presentato dall'Amministrazione comunale comprendeva, tra gli altri, il recupero dello straordinario complesso di Astino, dell'ex Monastero del Carmine in città alta, dell'Accademia Carrara, di Sant'Agostino e la realizzazione della risalita per città alta. L'assessore all'Urbanistica si chiede meravigliato perché il Governo non abbia preso in considerazione progetti così qualificanti. Forse l'esclusione di Bergamo è da addebitare al fatto che ci si è mossi con l'elaborazione e la presentazione al ministero competente molto in ritardo. Infatti proprio noi della FILLEA sollevammo, l'estate scorsa, la questione alla stampa con un comunicato chiedendoci se a fronte di numerosi progetti arrivati a Roma da diversi capoluoghi di provincia, una ventina, e non solo grandi città, erano già in attesa di essere vagliati da una Cabina di regia governativa, per poi ottenere il relativo finanziamento: tra queste comparivano Ascoli Piceno, Lecco, Varese, Pavia Pesaro, Pescara, Piacenza, Trieste ecc . Sarà un caso ma proprio alcuni di quei progetti saranno cofinanziati dallo Stato: è il caso dei 4 milioni di euro per Trieste, degli 8 per Verona e dei 7,2 per Pavia. È davvero un peccato (e ha il sapore della beffa per tutta la città) aver perso un treno importante soprattutto in un momento così complicato per le imprese edili bergamasche schiacciate da una crisi di settore acuta che sta mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Un'occasione forse unica per riprendersi 'pezzi' di città unici che avrebbero valorizzato ancor di più il notevole patrimonio storico artistico con evidenti ricadute positive anche per il turismo cittadino".

Bergamo, martedì 5 febbraio 2013