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ITALCEMENTI, I SINDACATI BERGAMASCHI OGGI AL MINISTERO DEL LAVORO. FILCA-CISL e FILLEA-CGIL: "Nessuna condivisione dell'accordo da parte della nostra delegazione sindacale"

on 17 Dicembre 2018

 

“Non comprendiamo la posizione del Ministero di non concedere la prosecuzione dell'ammortizzatore sociale per un ulteriore anno a tutti i lavoratori oggi in CIGS”: così hanno commentato pochi minuti fa i rappresentanti di FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo, con le RSU, all’uscita dall’incontro al Ministero del Lavoro sulla delicata vertenza Italcementi.

“Nel confronto di oggi siamo tornati con la discussione sulla procedura di licenziamento attivata da Italcementi per i 65 lavoratori in esubero da ottobre (coloro che non avevano firmato il Piano Sociale e per i quali nei giorni scorsi era stata raggiunta dalle segreterie nazionali un’ipotesi di intesa per il proseguimento della Cassa )” hanno spiegato poco fa Simone Alloni e Luciana Fratus rispettivamente per FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo. “Seppur dopo una lunga discussione nella quale si è cercata una soluzione per tenere insieme tutti i lavoratori del Gruppo, l'interpretazione normativa data dal Ministero della situazione attuale non ha permesso la condivisione dell'accordo da parte della nostra delegazione sindacale lombarda, nel rispetto del  mandato ricevuto nelle assemblee con i lavoratori”.

I sindacalisti orobici delle due sigle ritengono anche “che la Direzione di Italcementi sia stata molto rigida e non abbia aiutato una soluzione che attenuasse l'impatto sociale che si creerà a fine anno sul territorio. Venerdì svolgeremo le assemblee con i lavoratori per gestire questa fase complicata”.

I sindacati orobici sono giunti a Roma per chiedere la proroga dell’ammortizzazione sociale per tutti i lavoratori: in caso contrario, il 31 dicembre  sul territorio bergamasco si produrrebbero 180 licenziamenti, con un nuovo e duro impatto sociale.

Giovedì scorso, a Roma, le segreterie nazionali avevano infatti raggiunto un’ipotesi di accordo per agevolare il proseguimento della Cassa integrazione per 65 dipendenti (una decina a Bergamo).

Una vertenza complicata, quella Italcementi, generata anche dalla crisi che ha colpito in modo pesante il settore del cemento che ha visto dimezzare nel giro di 10 anni la propria produzione. “La vertenza si è ulteriormente aggravata con l’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement nel luglio del 2015” avevano scritto pochi giorni fa i sindacalisti bergamaschi in una lettera al Prefetto di Bergamo. “L’anno successivo il piano di riorganizzazione messo in atto dal Gruppo tedesco ha prodotto circa 600 esuberi nel nostro Paese, di cui oltre 300 nel territorio bergamasco. Le mobilitazioni e le azioni messe in campo dalle Organizzazioni Sindacali hanno consentito non solo di mantenere il Centro di Ricerca Mondiale a Bergamo, salvaguardando posti di lavoro, ma la firma del Piano Sociale (accordo sindacale) ha permesso di gestire gli esuberi in modo responsabile attraverso l’attuazione di politiche attive che hanno consentito di ridurre il numero delle uscite portandole a 180. Questi buoni risultati ci hanno spinto a chiedere al Governo un’ulteriore proroga dell’ammortizzatore, non per “assistenzialismo” ma per concludere la ricollocazione di quei lavoratori che oggi ancora faticano a trovare un’occupazione perché over 50 e/o donne”.