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ITALCEMENTI, L’INCONTRO CON IL PREFETTO DI BERGAMO. I sindacati provinciali: “Abbiamo chiesto aiuto per la situazione dei 180 lavoratori del nostro territorio. Per loro il Governo non estende la Cassa”

on 14 Dicembre 2018.

 

Nell’ambito della vertenza Italcementi, i sindacati provinciali FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL hanno incontrato oggi il Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi: nei giorni scorsi le avevano inviato una lettera (sotto, il testo completo) in cui le chiedevano di far pervenire al Governo  preoccupazioni e richieste del sindacato orobico. Si chiede, in particolare, la proroga dell’ammortizzazione sociale per tutti i lavoratori: in caso contrario, il 31 dicembre sul territorio bergamasco si produrrebbero 180 licenziamenti, con un nuovo e duro impatto sociale. Ieri, intanto, a Roma le segreterie nazionali hanno raggiunto un’ipotesi di accordo per agevolare il proseguimento della Cassa integrazione per 65 dipendenti (una decina a Bergamo).

“Il Prefetto ci ha assicurato che – usando le sue stesse parole – si farà cinghia di trasmissione tra periferia e centro per porre la giusta attenzione sull’impatto che una mancata proroga della Cassa integrazione avrebbe sul territorio bergamasco” hanno riferito poco fa, all’uscita dall’incontro, Giuseppe Mancin, Simone Alloni e Luciana Fratus rispettivamente per FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo. “Da parte nostra, anche alla luce dell’ipotesi di intesa siglata ieri per agevolare il proseguimento dell’ammortizzazione sociale per 65 lavoratori, pensiamo che la prosecuzione della Cassa debba tenere insieme tutti i lavoratori, come è accaduto in tutti questi anni di crisi. Questa stessa posizione è emersa anche nelle assemblee che abbiamo svolto tra i lavoratori bergamaschi del Gruppo”.

Di seguito, il testo della lettera fatta pervenire nei giorni scorsi al Prefetto.

Illustrissimo Prefetto,

con la presente vogliamo presentarLe la gravità della situazione in cui si trovano 180 lavoratori dell’azienda Italcementi del territorio Bergamasco, in Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) a zero ore, dipendenti a cui il Governo non riconosce e non estende l’ammortizzatore sociale anche per il 2019.

Una vertenza complicata, generata anche dalla crisi che ha colpito in modo pesante il settore del cemento che ha visto dimezzare nel giro di 10 anni la propria produzione. La vertenza si è ulteriormente aggravata con l’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement nel luglio del 2015.

L’anno successivo il piano di riorganizzazione messo in atto dal Gruppo tedesco ha prodotto circa 600 esuberi nel nostro Paese, di cui oltre 300 nel territorio bergamasco.

Le mobilitazioni e le azioni messe in campo dalle Organizzazioni Sindacali hanno consentito non solo di mantenere il Centro di Ricerca Mondiale a Bergamo, salvaguardando posti di lavoro, ma la firma del Piano Sociale (accordo sindacale) ha permesso di gestire gli esuberi in modo responsabile attraverso l’attuazione di politiche attive che hanno consentito di ridurre il numero delle uscite portandole a 180.

Questi buoni risultati ci hanno spinto a chiedere al Governo un’ulteriore proroga dell’ammortizzatore, non per “assistenzialismo” ma per concludere la ricollocazione di quei lavoratori che oggi ancora faticano a trovare un’occupazione perché over 50 e/o donne.

Dopo l’incontro del 29 novembre al Ministero dello Sviluppo Economico, la vertenza del Gruppo Italcementi si è ulteriormente complicata. Da parte del Governo, a nostro avviso, arriva un’interpretazione “limitata” della situazione, secondo la quale i lavoratori che hanno aderito al Piano sociale (cioè circa 180 persone, ancora in organico e in Cassa) non potrebbero godere della prosecuzione della CIGS.

L’esecutivo ha poi sostenuto che negli anni passati l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è stato richiesto solo per “spostare il problema degli esuberi e non per risolverlo”. Di conseguenza la proroga della CIGS non sarebbe un atto dovuto secondo il Governo che, però, dimentica la gravità della situazione occupazionale aumentata dopo l’acquisizione di Cementir e Cementir Sacci da parte di Italcementi (nel 2017) e non tenendo in considerazione i dati positivi di riduzione degli esuberi (circa 400 lavoratori ricollocati) duranti i mesi di Cassa.

Se venisse confermata la posizione del Governo, si creerebbe un precedente grave nella gestione delle crisi aziendali perché verrebbero penalizzati i lavoratori che aderiscono ai Piani sociali.

Anche nell’incontro avvenuto successivamente al Ministero del Lavoro è stata confermata la posizione del Governo: in assenza di code di processi riorganizzativi o di ulteriori investimenti, cioè, un’estensione degli ammortizzatori sociali sarebbe impossibile per i lavoratori che hanno già sottoscritto il Piano sociale e il Piano Fabbriche. Sarebbe, invece, ancora plausibile per i 65 lavoratori in esubero al 31 dicembre 2018.

Siamo, quindi, a chiederle di intervenire nei confronti del Governo, in vista dell’incontro che si svolgerà tra le Parti Sociali, lunedì 17 dicembre al Ministero del Lavoro, affinché venga riconosciuta la proroga degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori del Gruppo attualmente in Cassa Integrazione.

In caso contrario, il 31 dicembre 2018 sul territorio bergamasco si produrrebbero 180 licenziamenti, con un nuovo e duro impatto sociale sul nostro territorio.

La ringraziamo per l’attenzione e per tutto ciò che metterà in campo per sostenere la nostra posizione e quella di tanti lavoratori che oggi vedono a rischio il loro futuro occupazionale ma anche di vita”.