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ITALCEMENTI, L'IMMOBILE DI VIA CAMOZZI: “SI APRA TAVOLO DI CONFRONTO. IMPENSABILE CHE NON SI VOGLIANO CREARE OCCUPAZIONE E SPAZI COMUNI”

on 06 Ottobre 2017.

Dopo essere venuti a conoscenza dalla stampa locale dell’intenzione di HeidelbergCement di affidare l’immobile di via Camozzi (a lungo sede legale del gruppo Italcementi) a un’importante società bergamasca per il rilancio urbanistico, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL con le rispettive categorie FILLEA, FILCA e FENEAL di Bergamo esprimono, per l'ennesima volta, la loro posizione in merito alla futura destinazione del complesso.

“È impensabile che dopo aver prodotto 500 esuberi nella nostra provincia con un elevato impatto sociale, non si cerchi di dare un futuro all'importante complesso di via Camozzi prevedendo un insediamento di attività di terziario avanzato o comunque attività sociali, che possano creare occupazione e spazi comuni, in armonia con l'ambiente che le circonda. La riqualificazione di questo stabile, dove per decenni hanno lavorato centinaia di persone, dovrebbe offrire un’opportunità di lavoro e non solo essere un’iniziativa di carattere speculativo, che porterà benefici solo a HeidelbergCement.
Abbiamo sempre sostenuto che i cittadini e il territorio di Bergamo non dovessero solo subire le conseguenze negative dall'operazione, ma che almeno avessero la possibilità di vedere qualche vantaggio dal punto di vista occupazionale e dei servizi.
Pertanto, diventa fondamentale l’apertura, sin da subito, di un tavolo di confronto che veda la presenza dell'Amministrazione Comunale di Bergamo, della Provincia, del Sindacato, delle RSU e che coinvolga il quartiere per definire eventuali opportunità in merito all'operazione di rilancio del sito. Condizione che solo oggi si può percorrere, in quanto il lavoro di studio e di progettazione affidato a privati da HeidelbergCement sta per partire. Come Organizzazioni Sindacali vogliamo essere soggetti propositivi e partecipativi in un intervento immobiliare così importante per la Città di Bergamo. Chiediamo di avere al nostro fianco anche le istituzioni locali”.

La nota porta le firme di Gianni Peracchi per CGIL, Ferdinando Piccinini CISL e Amerigo Cortinovis per UIL, Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Luciana Fratus per FILLEA-CGIL.