Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

NOTIZIE

ITALCEMENTI, “ANCHE DAL RADDOPPIO FERROVIARIO DI CALUSCO E DAL RILANCIO DELL'IMMOBILE DI VIA CAMOZZI DEVONO PASSARE LE POLITICHE INDUSTRIALI DI HEIDELBERGCEMENT” Le considerazione dei sindacati di categoria e delle RSU

on 26 aprile 2017

on 26 aprile 2017

Sindacati e delegati delle RSU di Calusco e della sede centrale di Italcementi di Bergamo hanno voluto, oggi con una nota, esprimere la loro opinione e la preoccupazione rispetto al futuro produttivo e occupazionale di Italcementi, sia in merito allo stabilimento di Calusco d’Adda e al raddoppio ferroviario verso quel sito, sia alla destinazione urbanistica dell'immobile della sede centrale di via Camozzi a Bergamo.

“Nessuno mette in discussione che l’attività di un cementificio porti a condizioni ambientali molto delicate ma con delle corrette e auspicate politiche industriali si può ridurre l’impatto ambientale di questa attività. Che un solido futuro produttivo dello stabilimento prevedesse l’utilizzo del trasporto su ferro sia del combustile necessario al forno sia del prodotto finito (clinker e cemento confezionato) era nella logica evolutiva di un importante stabilimento come quello di Calusco” scrivono unitariamente i segretari territoriali di FENEAL, FILCA e FILLEA Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Luciana Fratus, insieme alle RSU Italcementi di Calusco e Bergamo. “Preso atto dell’evoluzione normativa in termini di sicurezza del trasposto ferroviario (e di conseguenza delle obiezioni avanzate da Rete Ferroviaria Italiana sul binario unico), il raddoppio della ferrovia fino a Calusco d’Adda per far transitare le merci su ferro si impone come una scelta di politica industriale del territorio non più rinviabile se vogliamo ridurre l’impatto del trasporto su gomma sulla viabilità e sulla salute dei cittadini. Ecco perché  chiediamo che il gruppo HeidelberghCement proceda con investimenti sul sito di Calusco, cedendo anche i terreni per realizzare l’opera. Èevidente che produrrà maggiori vantaggi al territorio se il raddoppio avviene nell’ambito della tratta Bergamo-Carnate-Monza piuttosto che nel prolungamento Montello-Ponte San Pietro. Ma sempre del raddoppio ferroviario per i destini dello stabilimento si deve discutere”.

I sindacati sottolineano che lo stabilimento di Calusco gode di un vantaggio oggettivo rispetto agli altri stabilimenti del settore: il trasporto della materia prima (marna e calcare) avviene con teleferiche sotterranee, riducendo così costi di produzione e impatto ambientale.

“È fondamentale che tutti i soggetti coinvolti nella discussione per la realizzazione dello scalo merci di Bergamo (amministrazioni comunali, provinciali, regionali, organizzazioni sindacali, Confindustria e HeidelbergCement group) si incontrino a un tavolo e determino tempi e condizioni della realizzazione della struttura” proseguono i tre sindacalisti.