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EDILIZIA, ANGELO CHIARI DELLA FILLEA-CGIL RISPONDE AL PRESIDENTE PROVINCIALE DI ANCE OTTORINO BETTINESCHI Contratti anomali nei cantieri, bilateralità e rinnovo del Contratto nazionale

Bergamo, venerdì 16 dicembre 2016

Qui di seguito vi invio le considerazioni di Angelo Chiari, segretario generale della FILLEA-CGIL di Bergamo, in risposta alle dichiarazioni di Ottorino Bettineschi, presidente di Ance Bergamo, intervenuto oggi sulle pagine de L’Eco di Bergamo.

 “Siamo d’accordo con il presidente Bettineschi quando denuncia –come ormai facciamo da tempo- il mancato rispetto contrattuale nel settore delle costruzioni. Assistiamo ogni giorno a casi di lavoratori edili inquadrati con contratti ‘anomali’ per questo settore, dal contratto metalmeccanico a quello degli agricoli o del commercio, ma vediamo anche il proliferare di false cooperative, per non parlare dell’uso abnorme e assolutamente ingiustificato dei voucher o dei lavoratori dipendenti obbligati a mettersi in proprio, le cosiddette false partite Iva. Il tema vero, però, è ‘che fare?’. Nella Piattaforma per il rinnovo del Contratto nazionale degli edili, presentato il 22 novembre a Roma, chiediamo a tutte le parti datoriali di fare pulizia nel settore ‘buttando fuori’ le imprese non regolari.  Abbiamo, infatti, gli strumenti e le capacità per intervenire efficacemente e contrastare fenomeni di lavoro nero e irregolare soprattutto attraverso il nostro sistema bilaterale, che non si occupa (come pare Bettineschi voglia suggerire) solo delle pur importantissime formazione e sicurezza. Le casse edili, infatti, possono essere un vero presidio di legalità, agendo direttamente sulla verifica degli appalti, delle imprese non regolari e verificando la congruità degli appalti con la manodopera impiegata.

In un processo che conduca a maggiore chiarezza e legalità nel settore, siamo convinti che serva qualificazione e formazione anche per i datori di lavoro (non ci si improvvisa imprenditori edili!) con l’inserimento della patente a punti, chiediamo l’introduzione del DURC per congruità e chiediamo che le imprese cosiddette regolari non subappaltino più lavori a imprese che non applicano il nostro contratto. Bisogna smetterla di staccare voucher per lavoratori edili. Si ricominci a impiegare manodopera direttamente assunta dalle imprese.

Ci vuole determinazione, coraggio: come FILLEA-CGIL di Bergamo siamo pronti da subito a fare la nostra parte anche a livello territoriale. Da anni chiediamo a tutte le associazioni datoriali la sottoscrizione di un protocollo di legalità. Come sindacato siamo, poi, favorevoli a ragionare di una diminuzione dei costi di contribuzione agli enti bilaterali da parte delle imprese regolari che subiscono la concorrenza sleale di chi opera in modo selvaggio e illegale.

A Bergamo c’è l’occasione di agire concretamente, come tra l’altro è già stato sperimentato in altri territori come Brescia. Crediamo che per essere davvero efficaci si debba completare il lavoro di ricomposizione del sistema edile bilaterale bergamasco, dunque unificare gli enti di industria e artigianato come da accordo già sottoscritto il 29 giugno del 2015. Da parte di Ance Bergamo, protagonista centrale di questa trasformazione, ci aspettiamo qualcosa di più di un ‘auspicio’ a chiudere una partita aperta fin da troppo tempo. Tocca soprattutto ad Ance prendere decisioni che da mesi attendiamo.

Infine, rispetto al senso di responsabilità a cui ci richiama il presidente Bettineschi a fronte della nostra richiesta nazionale di un aumento di 105 euro (per chi è inquadrato come operaio edile comune), ricordiamo che anche ai lavoratori va dato un segnale concreto,  in un settore che in questi anni di crisi ha goduto di contributi pubblici per oltre 30 miliardi di euro con  gli incentivi di ristrutturazione”.