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CONTRATTO NAZIONALE DEL LEGNO: IL 13 DICEMBRE LA FIRMA DELL’IPOTESI PER IL RINNOVO. In bergamasca oltre 5mila gli addetti del settore. Il 28 ottobre si era svolto uno sciopero

on 14 Dicembre 2016.

Dopo una trattativa durata 10 mesi e uno scontro che aveva provocato anche uno sciopero il 28 ottobre scorso, con la firma di ieri il comparto del legno-industria ha finalmente un nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro. L’intesa, con validità triennale (aprile 2016-31 marzo 2019), è stata sottoscritta da FederlegnoArredo e dai sindacati di categoria FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FENEAL-UIL.

Il settore in provincia di Bergamo occupa oltre 5mila lavoratori, in aziende come Novem Car di Bagnatica, Riva di Sarnico, Effegi spa Pallets di Brembate Sopra, Gamba srl di Azzano San Paolo, C.C.A.G. Crotti di Osio Sopra, Tino Sana di Almenno, Gruppo Scaglia e Arditi di Valbrembilla.

"Con la firma dell'accordo per il rinnovo del CCNL Legno-Arredo, la stagione dei rinnovi contrattuali compie un altro passo in avanti, confermando che tali scadenze non sono mai state alternative al confronto sulla riforma del modello contrattuale, che prosegue sui diversi tavoli e avviato da pochi giorni anche con Confindustria" ha commentato il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

Un giudizio molto positivo viene espresso anche da Angelo Chiari, segretario generale provinciale della FILLEA-CGIL di Bergamo, e da Elena Deponti presente alla trattativa per la categoria provinciale: “Abbiamo rinnovato il Contratto nazionale respingendo le forzature chieste da Federlegno sul modello contrattuale e in materia di riconoscimenti economici solamente ex-post, in linea con la proposta di riforma del modello contrattuale di CGIL, CISL e UIL, confermando l’importanza del Contratto nazionale anche in termini di salario. Così come non è passata la richiesta di inserire una gestione unilaterale da parte delle aziende sull’orario di lavoro senza alcun confronto preventivo con le RSU e l’obbligo di lavorare i sabato e la domenica. Abbiamo rafforzato in modo significativo la parte di welfare aziendale ed esteso la possibilità della contrattazione decentrata di secondo livello”.

L'ipotesi di accordo sarà sottoposta al voto dei lavoratori in assemblee che si svolgeranno nelle prossime settimane e, comunque, entro il 28 febbraio. In breve ecco cosa prevede:
Salario: si incrementa su due fattori distinti tra loro:
1) dal 1° gennaio 2017 un aumento stratificato sui minimi di 46,90€ a parametro 134 non riallineabile,
2) per il periodo dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 l'incremento sarà definito dall'andamento dell'indice IPCA generale (verifica a gennaio 2018) su una base di calcolo, a parametro 100, composta da : paga base, contingenza, 3 scatti di anzianità e EDR di 10,33 €.
Per il periodo dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 il salario è incrementato con lo stesso meccanismo.
Fondo sanitario Altea: incremento di 5 € al mese di cui 3 dal 1° gennaio 2017 e 2 dal 1 gennaio 2018;
Fondo di previdenza complementare: incremento dello 0,30 % di cui 0,10 % dal 1 gennaio 2017, 0,10 % dal 1° gennaio 2018 e 0,10 % dal 1° gennaio 2019 elevando la quota a carico dell'azienda a 2,10% e rimandando ferma la quota dei lavoratori a 1,20%;
Elemento di garanzia retributiva: dal 1° gennaio 2017 incremento a 18 €;
Flessibilità: le ore disponibili dell'azienda salgono da 80 a 112 ore annue con una nuova
scaletta retributiva che prevede 14% di maggiorazione dalla 41esima alla 45esima, 16% dalla 46esima alla 80esima, 18 % dalla 81esima alla 96esima e 20% dalla 97esima alla 112esima ora.