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CONTRATTO NAZIONALE DEL LEGNO: VENERDÌ 28 OTTOBRE LO SCIOPERO. In bergamasca presidio provinciale alla Novem Car di Bagnatica. Oltre 5mila gli occupati

on 25 Ottobre 2016.

Dopo 9 mesi di trattativa, 11 incontri e a 7 mesi dalla scadenza del precedente Contratto collettivo nazionale di lavoro, venerdì 28 ottobre le lavoratrici e i lavoratori del comparto del legno-industria scioperano 8 ore in tutt’Italia. La protesta è stata indetta contro quelle che i sindacati definiscono posizioni “ostili e avverse che Federlegno ha esplicitato durante le trattative per il rinnovo contrattuale”.

Anche sul territorio bergamasco, come nella altre provincie, è stato organizzato per il giorno della mobilitazione un presidio provinciale che si terrà davanti alla Novem Car spa in via delle Groane n. 10 a Bagnatica, alla portineria centrale dalle ore 5.30 alle ore 9.00 del mattino.

Oltre alla Novem Car, le realtà più rilevanti del settore, che nella nostra provincia occupa oltre 5mila lavoratori, sono il Gruppo Minelli di Zogno, Riva di Sarnico, Foppapedretti di Grumello del Monte, Effegi spa Pallets di Brembate Sopra, Gamba srl di Azzano San Paolo, C.C.A.G. Crotti di Osio Sopra, Tino Sana di Almenno, Gruppo Scaglia e Arditi di Valbrembilla.

Le richieste di 140 ore annue di flessibilità lavorando il sabato e la domenica (oltre alle 250 ore di straordinario a disposizione) e di poter far funzionare le fabbriche con il 65% di lavoratori precari, lo svuotamento della contrattazione aziendale, l’intenzione di non definire alcuna cifra di aumento salariale ma solo il principio dei riallineamenti annuali di eventuali futuri aumenti testimoniano per FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FENEAL-UIL la mancata volontà di sottoscrivere il Contratto collettivo nazionale di lavoro.

“La gestione dei picchi e delle flessioni della produzione si definisce a livello di fabbrica, il consolidamento occupazionale (che determina la lotta alla precarizzazione sociale e lavorativa) si discute in azienda” si legge in una nota unitaria regionale. “Il rinnovo del Contratto nazionale deve prevedere gli aumenti salariali, altrimenti esso costituisce un ossimoro sindacale che non saremmo mai in grado di condividere”.